La prima parte dei Future Lab, nella quale abbiamo creato racconti catastrofici, si è svolta venerdì 26 giugno:
ecco i risultati dei nostri 10 gruppi
 
 
 
 
FUTURE LAB

Da settimane ci ripetiamo “niente sarà più come prima”. E dunque, come sarà? Siamo convinti che la risposta a questa domanda dipenda anche da noi. Non possiamo permetterci di aspettare che il futuro accada ma vogliamo iniziare a costruirlo. 

Per questo, vi proponiamo la partecipazione al Future Lab. Si tratta di un percorso di tre settimane, con un incontro settimanale di 1h 30m e un impegno individuale ulteriore di un’ora circa a settimana. Ci sarà poi un incontro di condivisione dei risultati a settembre. 

Parteciperanno persone da tutta Italia e non ci sono vincoli di età, esperienza professionale, associativa o altro. Al contrario: gran parte della nostra attività sarà svolta in gruppo e i gruppi saranno composti da persone con caratteristiche diverse tra loro ma con interessi comuni. 

L’obiettivo finale è la costruzione di scenari futuri desiderabili e iniziare a riflettere sui semi già presenti nelle nostre realtà che muovono nella direzione auspicata. 

 

Quando

26 giugno ore 17:30-19:00

3 luglio ore 17:30-19:00

10 luglio ore 17:30-19:00

 

Dove

Zoom (vi invieremo il link qualche giorno prima)

Come candidarsi

Compilare questo FORM entro il 22 giugno alle 23:00.

Volete più informazioni sul Future Lab?

Il metodo prende spunto dal Future Lab, ideato da Robert Jungk e Norbert Mullert (1987), in Italia proposto da Vincenza Pellegrino (2018). Rispetto ad altre attività di previsione, il Future Lab è un metodo poco interessato a fornire risposte e più centrato sul fare buone domande ed è basato sul procedere graduale, per fasi, della ricerca-azione.

Il Future Lab si propone come obiettivo primario l’acculturazione al futuro, intesa come alternativa alla dominanza simbolica del presente. Inoltre, se radicato in un territorio, consente un recupero dell’identità locale, attraverso l’identificazione degli elementi costitutivi dell’immaginario collettivo, rafforzando la capacità di aspirazione (individuale e collettiva) delle persone coinvolte.

Il metodo si articola in tre fasi.

1. Distopia “Se continuiamo così dove finiremo?” – Lamento sui probabili indesiderati: fase critica, analisi dei futuri che il nostro presente ci prospetta qualora si perpetui.

2. Utopia “Come vivremmo in un futuro senza disuguaglianze?” – Narrazione utopica: fase dell’immaginazione, i partecipanti propongono desideri, fantasie, visioni alternative che permettano di superare le criticità.

3. Possibili desiderabili “Quali sono i primi passi per avvicinare il presente alla visione?” – Analisi dei possibili emergenti, capacità di aspirare: fase dell’implementazione, percorso a ritroso per individuare gli elementi del presente che permettano di avvicinarsi ai futuri desiderati.

 

Avete domande?

Scriveteci: mappaceleste@gmail.com

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